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A volte ci facciamo facilmente affascinare dai luoghi lontani per le nostre vacanze, senza conoscere bene i luoghi intorno a noi, magari poeti e naturalisticamente come ed anche più di quelli internazionali ai quali affidiamo le nostre fantasie. E sempre più spesso ci rivolgiamo alle lontane culture per cercare soluzioni alle nostre istanze interiori o creative, senza, magari accorgerci di quanto ampia e profonda possa essere la nostra cultura e quanto inesauribile possa essere la ricerca, lo studio, la riflessione che dalla sua più approfondita co(no)scienza può scaturire in nostro favore. La ricerca musicale del cantautore Pier Mazzoleni mi è subito apparsa naturale, spontanea e la cosa più bella è proprio quello che si evince dal testo di una delle sue canzoni: “… dicono che sia Jazz … non so leggerla … neanche scriverla … ma somiglia a me”. Ed è proprio in questo naturale fenomeno che risiede uno dei più importanti e preziosi principi dell’Arte, di ogni Arte, ed è l’identificazione. L’arte che facciamo siamo noi, trasportati in forme, colori, segni, oppure suoni, parole, movimenti. Pier Mazzoleni trova il modo gradevolmente naturale, nelle origini di certe canzoni popolari italiani e nella creativa forma improvvisativa del Jazz il suo “Cocktail musicale” vincente, capace di far vivere la memoria, la fantasia, la poesia, la vita stessa, nelle sue forme più semplici al contempo fantastiche, nel suo meraviglioso incedere quotidiano, fatto di piccoli aneddoti, di microstorie, ma sempre capaci di farci vivere forti emozioni.
Animajazz, Bruno Pollacci
La Tua Strada è un album dal sapore “molto personale”, completamente scritto, arrangiato e prodotto da Pier, dove il filo conduttore è quel continuo mettersi in gioco, come autore e uomo, miscelando la storia personale alle composizioni. Una sorta di gioco di emozioni, nato dell’appassionato rapporto col pubblico a cui Pier si rivolge. Una vera e propria carrellata di storie e sensazioni che si rincorrono, un disco che profuma di grandi spazi, di orizzonti e ironie metropolitane.
Il Giorno, F.B.
Non cercate il tempo nuovo tra la polvere di questo cammino. Quello di Pier Mazzoleni è un tempo immaginato, mentre la strada va. Un filo sottile eppure resistente come ferro che si alza sulla canzone d’autore e permette ad ognuno di cercare un equilibrio tra i ricordi e il domani,una dolce malinconia e un sorriso appena accennato, tra gli amore negati e quelli volati via come carta di giornale ma che qualsiasi vagabondo potrà raccogliere, leggere e fare suoi. Perché qui quello che conta è la forza della parola, il gioco di rime e assonanze, l’idea di un altro grande cantautore (che usa la parola e non la spada), che un altro giorno è andato si, ma che si deve raccontare.
Massimo Cotto
Orientato ad una malinconia poetica non compiaciuta, ma creativa, riflessiva, focalizzata su snodi personali e interpersonali importanti, sulle vicende, sugli amori, sulle speranze, sugli incontri che lasciano tracce profonde nella vita e nell’identità. La prospettiva autobiografica è fondamentale e costituisce il fulcro dei testi. Colpisce lo stile, il lessico usato, la cadenza, analoga a quella del passo di un viandante che ora rallenta, ora accelera, ora si sofferma a riposarsi e a riflettere. E poi va evidenziato il grande rigore etico che sta alla base della sua musica.
Italianissima, Gian Luca Barbieri
Mazzoleni è un jazzista prestato alla canzone. Il suo approccio alla materia è pacato, intimo, elegante e privo di fronzoli. “La Tua Strada” è un disco strano, lo si potrebbe definire stanco, come quelle confessioni che si fanno, magari al telefono, a tarda notte, con il pensiero già al letto, riflettendo su quanto si è perso e su quanto si è conquistato. Mazzoleni non canta canzoni, recita dei monologhi sopra una base sorniona, pigra, sommessa, delicata e mai invadente che ti accompagna in uno stato d’animo strano, meditativo e introspettivo. “La Tua Strada” è un bel disco, caldo e familiare benché un po’ amaro, come un bicchiere di liquore aromatizzato e invecchiato quanto basta.
Outune.net, Stefano Di Noi
Il jazz, più è creativo ed autentico, meno è decifrato dal grande pubblico. L’opera di mediazione tra il jazz e la musica è il canto. Pier Mazzoleni, pianista, fisarmonicista, ma soprattutto cantautore è un ricercatore di stili diversi. Trovo una continuità di bravura e maturità artistica in Pier Mazzoleni per la naturalezza nell’interpretazione di canzoni a volte recitate, a volte cantate con minuziosi tocchi di genialità di note in musica che raggiungono l’assoluta perfezione.
Bravonline.it, Gloria Berloso
Semplicemente coinvolgente. Ironicamente jazzy. Seriamente minuzioso. Uno stile che, viaggia con leggerezza e intensa cantautorialità. Pierluigi Mazzoleni inietta in ogni traccia la sua passione per un mondo, quello del jazz, riuscendo a essere non soltanto un ottimo esecutore, ma un cantante divertente e allo stesso tempo toccante, interpretando testi da lui stesso scritti e arrangiati, con una professionalità che strizza l’occhio alla magia dell’improvvisazione e alla confidenziale timbrica crooner della sua voce.
Non solo Cinema.com, Gianluca Capaldo
Pier si alterna dal solo piano/voce, al suonare con la sua formazione completa interagendo con i musicisti, impegnati spesso in assoli finissimi e ricercati. Il risultato è un ensemble ben collaudato, che prende per mano lo spettatore e lo porta al di là di barriere stilistiche e differenze di genere, in uno spettacolo all’insegna della grande musica. La particolare cura dedicata all’interpretazione vocale dei brani e la capacità di trasmettere emozioni, fanno di Pier un artista versatile, capace di sostenere il palco con naturalezza e appeal verso il pubblico. Il suo spettacolo porta sul palco l’amore per questo mestiere, che di brano in brano traspare dalle parole e dalle emozioni della sua musica.
Megamondo
I suoi brani sono quasi tutti concepiti nell’arco di due anni, che hanno segnato per Pier qualcosa di più di una semplice emozione. E’ il bisogno interiore di ricerca che lo ha condotto in tutto quanto il lavoro: ricerca e anche sperimentazione di se stesso. Si tratta, per certi versi, di un “concept album” ovvero di un album i cui brani sono parzialmente legati da un filo conduttore comune. Sta a chi ascolta cogliere questo filo, perché esso è aperto a varie traduzioni e le sue sfaccettature sono molteplici. Testi ricercati e armonie di spessore si vestono di orchestrazioni ricche; è la scelta mirata di un progetto preparato in questo modo fin dall’ inizio.
Nonsolomusica.it
Il suo tempo, Pier Mazzoleni è un cantautore che miscela la sua storia e le sue composizioni, filtrandole con l’esperienza acquisita in questi anni di battaglie nello showbiz. Ma Pier è anche e soprattutto un bergamasco dall’animo gentile … Se gli chiedete quali sono i suoi interessi, vi risponderà serafico…il jazz e la mia vita, ma anche ogni forma di creatività…. l’universo e l’astrofisica, fare sport all’aria aperta, la mia casa, la mia famiglia, leggere (e non solo per addormentarmi!), scrivere canzoni, scrivere senza sapere cosa ed … almeno altre 30 cose che ora non ricordo….
Musicalnews.com, Giancarlo Passarella
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